Oggi vi parlo del nuovo romanzo di Edoardo Zambelli, “Storia di due donne e di uno specchio”, edito Laurana Editore. Zambelli è al suo secondo romanzo, lo avevamo già conosciuto con “L’antagonista”, uscito due anni fa sempre per Laurana Editore.
Non è semplice ridurre questo romanzo in qualche paragrafo di recensione perché è una storia complessa nella quale gli eventi tendono a sovrapporsi l’un l’altro finendo per far dubitare al lettore che una data cosa sia avvenuta veramente o sia stata solo immaginata. Non fraintendetemi, il romanzo non è caotico o confuso, non distrae il lettore, al contrario, la tecnica narrativa scelta da Zambelli è voluta proprio per portare il lettore a riflettere e, magari, ad insegnargli a distinguere realtà da immaginazione.
Lo specchio
Per raccontarvi questo romanzo, partirei dall’elemento dello specchio. Questo oggetto è il simbolo più diretto che ci sia per esprimere la visione spirituale, la cosiddetta “contemplatio”.
Come ha detto in un’intervista lo spesso Zambelli, lo specchio è un oggetto che in letteratura è stato usato in ogni modo possibile. Ha sempre avuto un potere di suggestione potente e per questo si è prestato benissimo ad essere il simbolo di qualcos’altro.
Secondo me, più di ogni altra cosa, lo specchio è un mezzo attraverso il quale potersi osservare in modo oggettivo, come se una parte di noi uscisse dal corpo e osservasse questo dal di fuori. So che può sembrare una cosa banale, ma trovo questa visione molto bella.
La trama del romanzo
Alessandra e Marta si conoscono a un funerale, diventano amiche, poi diventano amanti. Alessandra torna in Veneto dopo una lunga permanenza in Puglia, deve riannodare i fili con quel poco che è rimasto della sua famiglia, vale a dire un padre malato di Alzheimer.
Per Marta le cose sono forse addirittura più complicate perché la sua routine viene sconvolta da un uomo, Ethan, che sembra sapere cose del suo passato che nemmeno lei conosce. Di più ancora: Ethan vuole ricondurla a quel passato, pressandola con un’azione di stalking che sembra preludere a qualcosa di tremendo.
Cambio di scena, la storia ricomincia
Poi la storia si azzera e si ricomincia. Marta e Alessandra sono ora madre e figlia. Marta adesso ha diciott’anni e andiamo con lei a esplorare quel passato negato e riportato alla luce della propria coscienza nella prima parte, senonché il talento tentacolare di Zambelli costringe le esistenze dei suoi personaggi a una torsione su se stesse, quasi a volerle mostrare attraverso un prisma che insieme cela e illumina.
Riferimanti letterari e cinematografici
Quasi tutto il romanzo è ricco di riferimenti letterari e cinematografici, primo fra tutti quello a “Alice attraverso lo specchio” e “Alice nel Paese delle Meraviglie” di Lewis Carroll, ma ho trovato ancora più interessante il richiamo a “La donna che visse due volte” di Hitchcock.
Temi alla base del romanzo
“Storia di due donne e di uno specchio” è un racconto che parla di inadeguatezza e solitudine, ma c’è ampio spazio anche all’amore in tutte le sue forme. Proprio l’amore è narrato da Zambelli attraverso elementi appartenenti al mondo dell’onirico e del surreale.
Pur trattando elementi così particolari, lo stile di Edoardo Zambelli rimane semplice, lineare e attento agli eventi della vita quotidiana.
Un libro sicuramente consigliato.
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