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‘A PIZZA Storia del cibo più amato al mondo

Autore: Tiziano Papagni

Editore: LFA Publisher

N. pag: 46

Anno: 2020

Valutazione: 3/5

A cura di: Virginia Villa

Categorie: Libri

Lo scrittore pavese Tiziano Papagni torna sul mercato editoriale con il libro “‘A PIZZA Storia del cibo più amato al mondo”, pubblicato con LFA Publisher.
Se la casa editrice rimane invariata, il genere di questa sua seconda opera cambia radicalmente rispetto alla raccolta di poesie “L’angelo dalle ali spezzate” che lo aveva visto protagonista nel 2019. In merito al perché di questo ‘salto letterario’ l’autore ha reso pubblicamente nota la sua personale esigenza interiore: “Volevo porgere un cambio d’aria alle mie scritture. Ho messo in stand-by le mie poesie, ovviamente senza abbandonarle, e ho scritto questo libro. Sicuramente, ha contribuito anche un po’ l’umore; dovevo scrivere qualcosa di più allegro. Il mio stile poetico rimane sempre quello Petrarchesco, non cambia nulla. Come persona ho sofferto troppo, ed eccomi qui, ho voltato pagina per un momento. In alcuni frangenti della vita, occorre. Con questo ultimo mio libro – ha aggiunto – ho sentito una scossa di emozioni. Mentre lo scrivevo, mi appassionavo sempre più. Sembravo un bimbo col giochino appena comprato”.

È così che, nonostante le origini lombarde, Tiziano Papagni ha deciso di omaggiare Napoli, intesa non solo come città ma come popolo che ha portato l’arte nel mondo.

Ho avuto il piacere di scambiare due chiacchiere con l’autore, qui di seguito potete leggere la bella intervista.

  1. Caro Tiziano, con piacere ti accolgo nuovamente a LeggIndipendente dove sei già conosciuto per la bella intervista in occasione dell’uscita del tuo libro di poesie “L’angelo dalle ali spezzate”, pubblicato da LFA Publisher. Ti abbiamo lasciato nelle vesti di poeta e ti ritroviamo in quelle di esperto di uno dei cibi più amati al mondo, come giustamente dici nel titolo del tuo libro, la pizza! La domanda è d’obbligo, come mai hai deciso di fare questo cambiamento “radicale” di genere?

Uno dei motivi per il quale ho “svoltato” lo schema delle mie opere è essenzialmente questo: rinfrescare i miei scritti. 

  1. Parlando di pizza è naturale pensare subito a Napoli, città nella quale nasce questo prelibato cibo. Tu sei stato a Napoli? Cosa ti ha lasciato questa città?

Parlando di pizza, il pensiero si rivolge alla città partenopea, ma occorre dire che pizza non è nata a Napoli, bensì nel 2000 A.C. dal popolo Egizio. 

Sono stato a Napoli circa 23 anni fa, mi ha lasciato l’azzurro del suo mare, l’aroma del suo caffè, i colori e… ovviamente, il cibo!

  1. Da esperto della pizza, mi piacerebbe sapere da te se c’è una sola ricetta per fare una buona pizza, oppure esistono diverse ricette?

Di solito non si congelano i panetti lievitati. Si prende il lievito e si scioglie in acqua tiepida con la farina a fontana tipo 0; uniamo olio e sale e si inizia a impastare. Si creano dei panetti di pasta e li lasciamo lievitare per 2 ore. Poi stendiamo tutto su un piano infarinato e diamo forma alla pizza. Stendiamo quindi il pomodoro, l’olio, sale e pepe, un po’ di aglio e basilico. 

Infornare a 200⁰ per 20 minuti et voilà! Ecco la pizza alla marinara fatta in casa!

  1. Vorrei farti una domanda, alla quale in parte rispondi già nel libro, quando pensi alla pizza, quali sentimenti ti smuovono?

Perso alla bellezza di Napoli, che è unica al mondo, come la sua gente, la sua arte e le sue pizze, ormai diventate patrimonio dell’Unesco.

  1. Tu sei solo un consumatore di pizza o ti diletti anche a prepararla dall’impasto alla farcitura?

A volte, song ‘j’ o pizzaiuol! (Spero di averlo scritto giusto). 

  1. Questo tuo libro arriva in un momento direi perfetto perché il lockdown causato dal Covid ha costretto in casa le famiglie italiane, le quali hanno dovuto trovare un escamotage per occupare il tanto tempo libero a disposizione e una delle attività predilette dagli italiani durante il lockdown è stata proprio la preparazione della pizza. Tu come hai passato il lockdown?

Non l’ho passato molto bene, e ogni giorno scrivevo. Finché non è scattata la molla che mi ha aiutato a editare ‘A PIZZA Storia del cibo più amato al mondo. Ciò mi ha regalato felicità.

  1. Non posso non porti questa domanda, qual è la tua pizza preferita?

La Margherita! 

  1. Cosa riserva il tuo futuro da scrittore? Tornerai a scrivere poesie o hai intenzione di proseguire con la narrativa?

Per ora viaggio su due vie, toccherà ancora un po’ di tempo prima di saperlo. Non faccio proprio il cattivo: posso dire che ci saranno sia poesie che… mah chissà. A presto!

Chi sono

27 anni, blogger, agente letteraria e mamma di Gemma. Credo fermamente nella bibliodiversità e nelle realtà editoriali indipendenti, le quali spesso nascondono perle di cui pochi sono a conoscenza.

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