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Diade

Autore: Lucia Bruni

Categorie: Libri

Cari lettori, il libro di cui vi parlo oggi è davvero particolare. Non vi è un aspetto di questo testo lasciato al caso e che sia possibile considerarsi “comune”. Trama, personaggi, stile narrativo e scelta linguistica, tutto è caratterizzato da grande originalità, scelta minuziosa e attenta di parole con scopo evocativo, protagoniste femminili che mostrano un proprio carattere perché convinte di quello che vogliono e determinate a realizzare i propri desideri.

Sto parlando di “Diade” un romanzo di Lucia Bruni, edito da Press&Archeos.

LA TRAMA

In una Toscana quasi irriconoscibile – accentuati i tratti più aspri e arcaici, sfumati i più canonici e rinascimentali – si ambientano le storie di due donne, Carla e Carelle, distante più di mille anni eppure così simili.

Carla, trentenne intellettuale, ottiene dalla strega del paese quella maternità che dovrebbe stabilizzare un’esistenza lavorativa e affettiva ancora precaria.

Carelle, adolescente di stirpe longobarda, suggestionata dalla religione dei “romani”, insegue il sogno di una nuova immacolata concezione. Anche per lei sarà fatale l’incontro con una piccola strega.

Entrambe le donne “di forte volere e valore”, cercano di decidere il proprio destino, sottraendosi all’angustia cui intollerabili condizionamenti sociali le sottopongono, attraverso la maternità, atto creativo supremo, nuovo peccato originale. Come tale, però, carico di nefaste conseguenze.

CARLA

Il romanzo si apre con la storia di Carla, una ragazza di trent’anni che di professione è insegnante.

Carla desidera un figlio, ma sa bene che per una donna conciliare la famiglia e il lavoro è un’impresa complicata. A peggiorare la situazione è Vasco, il suo compagno, che di figli non ne vuole proprio sentir parlare.

Le prime pagine del libro sono caratterizzate dai calcoli, quasi matematici, di Carla per definire il periodo del concepimento, quello della gestazione e del successivo parto. I calcoli sono accurati e finalizzati a permetterle di ottenere il congedo di maternità fino a che il bambino non sarà abbastanza grande da poterlo affidare ad una babysitter.

Affinati i calcoli e di nascosto da Vasco, Carla si reca da una strega del paese, famosa per essere in grado di realizzare concepimenti.

In un primo momento la strega si mostra contraria, anche per assicurarsi che Carla non sia un qualche funzionario pronto a denunciarla, però poi si lascia convincere dall’insistenza della donna che manifesta chiaramente la sua voglia di maternità.

Il miracolo va a buon fine e Carla rimane incinta, ma non di un bambino, bensì di due gemelli.

Questa inaspettata notizia non destabilizza più di tanto Carla perché consapevole che con due gemelli, il periodo di maternità  sarebbe stato raddoppiato per legge.

La vita da mamma si rivelò, però, ben diversa da quella che si era immaginata e ancora una volta deve ricorrere ai calcoli matematici per rivedere la sua vita e incasellare tutti gli impegni.

CARELLE

Con Carelle ci troviamo a vivere in un contesto antico più di mille anni rispetto a quello di Carla.

Carelle è una giovane ragazzina, poco più che bambina, che vive con i padre e le innumerevoli mogli di questo che, di volta in volta, si susseguono una dietro l’altra. Carelle si trova a condurre un’esistenza nella quale le donne sono destinate solo alla casa e ai figli e non può concedersi un momento di sosta, né di spensieratezza, anche perché maggiore di quattro figli. Dopo la precoce morte della madre ha dovuto improvvisarsi ella stessa mamma dei suoi fratelli più piccoli perché le donne del padre a nulla erano buone, nemmeno a dar lui nuovi figli.

Carelle, dopo la morte dei fratelli (a quel tempo moltissimi bambini morivano ancora neonati), entra in contatto con la religione dei romani e da questa rimane affascinata, in particolare modo della figura di Maria.

Fatale, come viene detto anche nella sinossi del romanzo, è il suo incontro con una strega. Tra l’influenza della nuova compagna e la sua devozione per Maria, Carelle inizia a bramare il desiderio di divenire una nuova “vergine immacolata” e concepire il “nuovo figlio di Dio”.

CONCLUSIONE

Vorrei poter dire di più di questo romanzo, raccontandovi nel dettaglio la storia di queste due donne, ma non voglio anticiparvi nulla perché vi rovinerei il piacere della lettura.

Quello che posso dirvi è che a narrare queste due storie, con un ritmo davvero trascinante e in un italiano al tempo stesso alto e immediato, è l’esordiente Lucia Bruni che dichiara tra i suoi modelli Anna Banti e Petronio.

Chi sono

27 anni, blogger, agente letteraria e mamma di Gemma. Credo fermamente nella bibliodiversità e nelle realtà editoriali indipendenti, le quali spesso nascondono perle di cui pochi sono a conoscenza.

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