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mal di pietre

Mal di pietre

Autore: Milena Agus

Editore: Nottetempo

Cari lettori, oggi la nostra Serena Pisaneschi ci parla di “Mal di pietre” di Milena Agus, un romanzo incantevole ed emozionante!

Mal di pietre” di Milena Agus, edito Nottetempo, è un libro che si legge in poche ore, io l’ho iniziato e finito in treno grazie a un weekend fuori porta. Il treno sfilava veloce lungo le rotaie, tra campagna e gallerie, ma io me ne sono stata incollata alla storia di una donna alla perenne ricerca dell’amore.

TRAMA

Chi ci racconta tutto non è la protagonista del libro, ma sua nipote. Ci parla della vita travagliata di una donna creduta pazza perché capace di forti passioni, una donna che si sposa tardi con un uomo che non ama, del quale ha più timore che rispetto. Una donna che perde molti bambini appena approdano nel proprio ventre e lotta contro i calcoli renali – ma di pietre, appunto. Dopo anni di sofferenze va alle terme per seguire una cura e lì incontra un uomo, il Reduce, con il quale, finalmente, potrà vivere quello che lei chiama “la cosa più importante di tutte”: l’amore. Torna a casa rinvigorita da quell’amore, dal sentimento che ha agognato tutta la vita e finalmente l’ha trovata; quella piccola parentesi di calore che ha vissuto se la porterà dietro tutta la vita. 

PASSIONE

La passione smuove tutto. La protagonista ne è preda continuamente ma è costretta a soffocarla. Viene chiamata demonia quando scrive poesie romantiche ai pretendenti, viene chiamata pazza quando esplode d’ira o di frustrazione. Ma lei non è il diavolo e non è pazza, lei è passione pura.  Desidera un amore carnale, viscerale, ma si ritroverà a viverne uno senza fiamma. La trova nel Reduce la fiamma, e ci si scalderà per gli anni a venire fino a diventarne succube.

LA SARDEGNA

Arriva da tutte le parti, nel libro. Nella luce del sole, nell’odore del mare, nei cibi, nella cultura contadina. Alcuni passi, leggendoli, ci trasportano sull’isola senza farci muovere dalla sedia.

CONCLUSIONE

Durante tutto il libro si legge di una donna che si è ritrovata a vivere dentro la mediocrità di sentimenti poveri e lei, che mediocre non è, passerà ogni suo giorno sola e incompresa, nonostante sia circondata che persone che le vogliono bene. Ma nessuno la capisce e, per sopravvivere, si aggrappa all’unica scintilla che la sua mente è riuscita a creare. Si può sopravvivere grazie a un’illusione? Forse sì, quando non rimane altro.

Chi sono

27 anni, blogger, agente letteraria e mamma di Gemma. Credo fermamente nella bibliodiversità e nelle realtà editoriali indipendenti, le quali spesso nascondono perle di cui pochi sono a conoscenza.

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Mondo scritto e mondo non scritto

Arriva alla fine la pubblicazione settimanale dell’opera omnia di Italo Calvino, nella campagna promossa dalla GEDI, e articolata in 24 uscite. E come ultima perla c’è questa raccolta di articoli e saggi raccolti intorno al tema “Mondo scritto e mondo non scritto”. Si tratta di annotazioni sulla traduzione, sulla lettura, sull’editoria, sul fantastico, sulla scienza e sull’antropologia, come si può apprendere dalla catalogazione delle sezioni in cui è articolato il testo. Articoli, recensioni, commenti, relazioni, scritti presentati in contesti disparati: conferenze internazionali, prefazioni editoriali, rubriche giornalistiche, approfondimenti pamphlettistici. Una quarantina di saggi mai pubblicati insieme in un unico volume, come ci informa la nota redazionale.

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Il mondo è un’altra cosa

Venerdì 9 aprile ho avuto il piacere di intervistare Jacopo Zonca, autore del meraviglioso libro “Il mondo è un’altra cosa”, edito da Epika Edizioni, casa editrice che aveva già pubblicato il primo romanzo di Zonca, “52 49”.

Si tratta di una raccolta di racconti o, come preferisce definirlo l’autore, un “libro di racconti” nel quale incontriamo personaggi molto particolari che vivono momenti difficili, talvolta cruciali, della loro vita. Personaggi borderline al limite tra la follia e la cosiddetta “normalità”, ma che hanno tutti qualcosa di raccontare al lettore.

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