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rosso come la neve

Rosso come la neve

Autore: Grazia Buscaglia

Editore: Infernale Edizioni

Cari lettori, torna la nostra Serena Pisaneschi e questa volta ci parla di “Rosso come la neve” di Grazia Buscaglia, edito da L’Infernale Edizioni.

Questo romanzo ci parla dell’amicizia tra due persone: Giulia ed Enrico. Amici fin da piccoli, li accompagneremo per mano attraverso la loro crescita.

LA TRAMA

Giulia ed Enrico si conoscono da bambini, lei maschiaccio innamorata del gioco del pallone, lui timido e meno scapestrato. Nonostante le differenze instaurano da subito una profonda amicizia che durerà tutta la vita, andando al di là dei singoli percorsi e delle scelte personali. Varie vicissitudini si intrometteranno tra loro, ma si ritroveranno sempre sapendo di poter contare l’uno sull’altra. 

GIULIA

Orfana di madre, verrà cresciuta da un padre prima carabiniere e poi avvocato, e da sua zia Rosi (sorella della madre). Giulia è una ragazza forte ma molto spesso insicura, dà spesso l’impressioni di un certo egocentrismo e, allo stesso tempo, di un forte bisogno d’amore. La storia dell’amicizia con Enrico – e della propria vita – ce la racconta lei in prima persona, quando si troverà a dover fare i conti con il passato. Ripercorrerà ogni tappa del proprio cammino portandoci con sé, ma l’ombra dell’insoddisfazione ci accompagnerà per tutto il racconto.

ENRICO

Giovane di buone speranze e bell’aspetto, si legherà facilmente a quella ragazzina che le dimostra da subito di che pasta è fatta. Costantemente innamorato di una donna dopo l’altra, vive molto più alla leggera la sua gioventù: mentre Giulia s’impegna negli studi e in una carriera, Enrico si trova invischiato in un brutto capitolo della storia contemporanea. Ma il loro legame andrà oltre le difficoltà, la lontananza e gli amori sbagliati (di entrambi).

PICCOLI DIFETTI

La lettura è senza dubbio scorrevole ma, secondo il mio parere, anche troppo. Ci vengono raccontate molte cose, alcune anche di un peso importante, ma non ne viene approfondita nessuna. Veniamo inondati da tante storie ma senza afferrarle, e ci rimane la voglia di sapere come i protagonisti abbiano affrontato le avversità. Sotto altri aspetti, invece, ho trovato troppe ripetizioni. Pensieri espressi molte volte quando una o due sarebbero bastate, purtroppo in certi casi si sfiora la ridondanza. A essere pignoli ho scovato anche qualche “d” eufonica che proprio non ci doveva essere.

CONCLUSIONE

Tutto sommato è un libro che si fa leggere bene e tiene compagnia. Ci si lega i protagonisti, anche se a volte si avrebbe voglia di entrare nel libro, prenderli per le spalle e dar loro una bella scrollata. Ma questo è un fatto positivo: quando i personaggi diventano quasi persone è già una buona cosa.

 

(RECENSIONE DI SERENA PISANESCHI)

Chi sono

27 anni, blogger, agente letteraria e mamma di Gemma. Credo fermamente nella bibliodiversità e nelle realtà editoriali indipendenti, le quali spesso nascondono perle di cui pochi sono a conoscenza.

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I romanzi possono essere terapie per stare bene?

Occorre dare una risposta a questa domanda: leggere fa bene? Al di là del diletto ineffabile che prova il lettore quando si tuffa, sguazza e poi nuota tra le pagine delle proprie letture. Vorremmo capire: esiste un concreto benessere fisico, o mentale, che la lettura è in grado di conferire all’organismo umano. E se esiste, in che termini si manifesta, e come si potrebbe misurare?

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