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L’uccello padulo

Autore: Giovanni Lucchese

Editore: Alter Ego

Categorie: Libri

Affascinante, nobile e scandalosamente ricco. Trascorre il tempo tra shopping sfrenato, sesso occasionale, droga e notti brave in giro per la capitale: è Gianandrea Ludovisi, detto Billo, protagonista di “L’uccello padulo” di Giovanni Lucchese (AlterEgo), una storia a tratti irriverente e drammatica.

LA STORIA

Billo era il padrone del mondo, il più ricco, viziato, vizioso, nobile, affascinante e coraggioso di tutta la sua cerchia altolocata e straricca. Ma ora è solo e per di più quasi nudo, senza un soldo, strafatto, abbandonato in strada dopo l’ennesima festa finita male. Qualche ora prima si trovava ad un rave party insieme ai suoi due migliori amici, Skizzo e Prospero, ma qualcosa è andato storto e i due amici hanno scaricato Billo per strada.

MAMMA SOPHIE

Mentre si aggira con andatura incerta in direzione dei giardinetti sente delle urla: fin da piccolo Billo non ha mai sopportato i soprusi e dunque, sebbene a passo malfermo, accorre in direzione del baccano in aiuto della persona in difficoltà, che subito si rivela come un uomo di mezza età, fasciato in un succinto abito in pizzo rosso. Il lettore non può immaginarlo ancora, ma questo sarà l’inizio di una bella amicizia!

L’EVOLUZIONE DI BILLO

Billo è uno di quei personaggi che suscitano antipatia e fastidio perché si presenta al lettore come un ventiquattrenne ricco, viziato, privo di ambizioni, desideri e prospettive, dedito esclusivamente all’alcool, alla droga e al sesso occasionale.

Con il procedere della storia, però, il lettore sente di vivere un cambiamento emotivo nei confronti del protagonista. Questa mutazione d’animo è data dall’evoluzione di Billo e dalla sua maturazione psicologica. Dietro all’apparenza di uomo dissoluto e scapestrato si cela un ragazzo solo, fragile, confuso e afflitto dalla mancanza di affetto da parte di una madre dipendente dallo Xanax e un padre padrone troppo pieno di sé.

UNA NUOVA FAMIGLIA

L’incontro con Mamma Sophie si rivela salvifico per il ragazzo e scandisce per lui un momento di grande importanza. Questo personaggio così ambiguo e particolare, dall’aspetto grottesco e a tratti surreale, diventa per Billo portatore di un ruolo materno, ruolo questo, già precedentemente ricoperto dalla governante del palazzo in cui vive, che rappresenta per lui il sinonimo della sicurezza e di tutto ciò che sua madre non è mai stata: un punto fermo, qualcuno di cui potersi fidare e che, soprattutto, presta ascolto e attenzione a quello che ha da dire. Mamma Sophie e i suoi strani amici diventano per lui la famiglia che non ha mai sentito di avere. Billo sente di non aver mai provato un affetto così grande e un sentimento di vicinanza e amore all’interno della sua famiglia biologica.

CONCLUSIONE

L’uccello padulo” è una storia meravigliosa che parla di un ragazzo alla ricerca di se stesso e del senso della sua vita e ci insegna che, a volte, basta circondarsi delle persone giuste per essere felici e sentirsi amati.

Chi sono

27 anni, blogger, agente letteraria e mamma di Gemma. Credo fermamente nella bibliodiversità e nelle realtà editoriali indipendenti, le quali spesso nascondono perle di cui pochi sono a conoscenza.

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