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Vorrei che anche tu ricordassi

Categorie: Libri

“Oh, vorrei tanto che tu ricardassi
i giorni felici del nostro amore
…”

No, non vi parlerò della poesia “Foglie morte” di Jacques Prevert, ma la citazione è d’obbligo perché il titolo del libro di cui vi parlo oggi è ispirato a questa poesia.

Sto parlando di “Vorrei che anche tu ricordassi” di Dominique Mainard, pubblicato da Edizioni SeaculaOnirico e poetico, un libro davvero meraviglioso

L’ispirazione per il titolo del romanzo non viene a caso, in questo libro l’autrice ci parla di memoria, di felicità e di amore, un amore vero e puro, totalizzante e struggente. È un libro abbastanza breve che racchiude un tesoro immenso. Se dovessi definirlo con qualche aggettivo direi onirico, poetico, dolce, semplicemente bello. È stato sicuramente una piacevole scoperta, sia dell’autrice che della casa editrice.

Di cosa parla il libro?

I personaggi centrali del romanzo di Dominique Mainard sono quattro. Cercherò di presentarveli ricostruendo la storia nel miglior modo possibile che riesco per trasmettere anche a voi i sentimenti e le sensazioni che ho provato io nel leggere questo romanzo.

Mado

Mado è una donna anziana che vive sola in una piccola cittadina francese. Il suo quartiere è molto tranquillo, fin troppo forse. La stessa autrice per descrivere il luogo sceglie il termine “sonnolento”. Mado ha un problema, che accomuna molte persone della sua età, fa fatica a ricordare le cose. Ha però anche una grande passione che per lei è la sua vita stessa: la fotografia. Mado ama fotografare dettagli minimi, insignificanti ai più, ai quali la gente comune non fa caso: una piccola crepa sull’asfalto, un invisibile granello di polvere alla luce, le venature misteriose di una figlia caduta dall’albero.

La sua passione per i dettagli nasce dall’infanzia, quando il padre le diede la possibilità di esplorare questo “mondo minuscolo”. Questo mondo, però, è anche l’unico che le è possibile conoscere in quanto, affetta da poliomielite.

Julide

Julide è una ragazzina adolescente. Il suo destino è già stato deciso per lei dai suoi genitori attraverso un matrimonio combinato al quale si piega, nonostante tutto.

Nala

Nala è un personaggio importante perché lega, in qualche modo tutti gli altri personaggi. È la zia di Julide ed è una donna immigrata dall’Oriente. È una custode di sapienze antiche, piccoli segreti, ma soprattutto, è in grado di interpretare le trame più misteriose della vita. Nala è l’unica persona al mondo a capire la nipote Julide, ed è l’unica persona a capire anche Mado. Sarà proprio Nala a far incontrare Mado e Julide. Da questa conoscenza scaturirà un rapporto, per necessità, quasi simbiotico.

L’indiano

Ultimo personaggio del romanzo di Dominique Mainard è l’indiano. Questa figura giunge in città all’improvviso. Legge il libro scoprirete che, fin dall’infanzia, è costretto a vivere in modo diverso dagli altri. Ecco che l’indiano cerca di essere utile alla comunità aggiustando i tetti, le antenne, le bandieruole segnavento. Ma, cosa più importante, sulla quale non mi soffermo troppo per non anticiparvi nulla, l’indiano porta con sé l’amore. L’amore disperato, inarrestabile, impossibile, quello che crea contrasti e che distrugge. Insomma, il primo e vero amore.

I personaggi descritti in “Vorrei che anche tu ricordassi” conducono vite piccole, ma non ordinarie e banali. A fare da intreccio vi sono mondi immaginari, segreti e bugie che devono essere taciute a tutti i costi, ma anche incontri importanti che permettono di sfuggire a se stessi o di ritrovarsi.

Alla base del romanzo vi è anche il tema del cambiamento, un cambiamento perpetuo e repentino che tocca il cuore e la vita. Quello che l’indiano cerca nel cielo e che Mado cerca nella terra, si scoprirà poi, essere la stessa cosa.

Chi sono

27 anni, blogger, agente letteraria e mamma di Gemma. Credo fermamente nella bibliodiversità e nelle realtà editoriali indipendenti, le quali spesso nascondono perle di cui pochi sono a conoscenza.

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I romanzi possono essere terapie per stare bene?

Occorre dare una risposta a questa domanda: leggere fa bene? Al di là del diletto ineffabile che prova il lettore quando si tuffa, sguazza e poi nuota tra le pagine delle proprie letture. Vorremmo capire: esiste un concreto benessere fisico, o mentale, che la lettura è in grado di conferire all’organismo umano. E se esiste, in che termini si manifesta, e come si potrebbe misurare?

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