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Climate Fiction: scopriamo questo genere letterario

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Mi sono chiesta più volte se il termine “Climate Fiction” è familiare a tutti i lettori e confrontandomi con alcuni di voi ho capito che c’è un po’ di confusione riguardo questo filone letterario.

Per questo motivo ho deciso di spiegare, per quanto mi è possibile, l’origine e il significato della Climate Fiction.

COS’E’ LA CLIMATE FICTION?

La Climate Fiction è un genere letterario che affronta i temi relativi al cambiamento climatico e al riscaldamento globale. L’idea che le storie abbiano il potere di salvare il mondo dal disastro ambientale è alla base del nuovo fenomeno culturale che da qualche anno sta conquistando sempre più terreno, sia tra i lettori che tra gli scrittori. A questo proposito vengono finanziati dei progetti per esplorare come le storie possano servire a immaginare gli effetti del cambiamento climatico sulla vita di tutti i giorni.

DIFFERENZA TRA FANTASCIENZA E CLIMATE FICTION

C’è chi individua un antesignano del genere in Jules Verne, per via della sua capacità di descrivere mondi tanto strani quanto possibili, sforzandosi di non superare il confine del surreale.

Ecco dunque la differenza tra la fantascienza tradizionale e la climate fiction: immaginare un mondo futuro è facile; immaginarne uno plausibile richiede competenza e preparazione; immaginarne uno probabile richiede un ostinato lavoro di ricerca.

UN TEMA ATTUALE

Siamo tutti d’accordo che questo filone letterario riguarda un tema attualissimo, che sta facendo preoccupare sempre di più non solo gli addetti ai lavori, ma anche l’opinione pubblica mondiale.

Il cambiamento climatico globale potrebbe portare a conseguenze molto gravi e pericolose; negli scenari peggiori, la sopravvivenza della stessa specie umana non è una cosa così scontata.

OPERE DI CLIMATE FICTION

Negli anni sono stati pubblicati numerosi studi e saggi che parlano di questo tema in modo esaustivo e il dibattito è ancora in pieno corso. Da tempo anche la letteratura ha iniziato ad occuparsene proponendo storie dispotiche che raccontano di un pianeta sconvolto popolato da uomini e donne in lotta per sopravvivere.

Qui di seguito trovate una piccola selezione di quesi romanzi considerati capisaldi di questo genere letterario che lancia un grido su un tema pericolosamente attuale.

LA STRADA – CORMAC MC CARTHY

Il capolavoro dello scrittore statunitense racconta l’avventura di un uomo e di suo figlio, che spingono un carrello, carico di quel poco che è loro rimasto, lungo una strada americana, verso sud. La meta è sconosciuta, come sconosciuto è il destino di un’umanità sconquassata da un disastro nucleare avvenuto anni prima, una tragedia che ha trasformato il mondo in un luogo buio, freddo, senza cibo e abitato da bande di predoni assetati di sangue.

L’ANNO DEL DILUVIO – MARGATER ATWOOD

Secondo libro della trilogia distopica dell’autrice canadese, composta fra il 2003 e il 2013 (gli altri titoli sono L’ultimo degli uomini e L’altro inizio). Sulla Terra l’essere umano ha stravolto la natura, attraverso il fanatismo scientifico e l’ingegneria genetica. Un gruppo di persone, i Giardinieri di Dio, con altrettanto fanatismo tentano di vivere nel rispetto delle leggi naturali, cercando di convertire il resto degli umani prima dell’imminente catastrofe, che puntualmente arriva. Non si tratta di un diluvio d’acqua, ma di una pandemia globale che decima la popolazione. Tutto è narrato attraverso i racconti paralleli di Toby e Ren, un tempo appartenenti ai Giardinieri di Dio e ora costrette a una difficile lotta per la sopravvivenza.

SOLAR – IAN MCEWAN

Michael Beard è il fisico teorico più importante del Regno Unito, premio Nobel per le sue ricerche che spiegano il legame tra luce e materia. È anche un uomo cinico, svogliato, disilluso, che però è a capo di un progetto di ricerca per le energie rinnovabili. Accanto a lui c’è un giovane scienziato, Tom Aldous, brillante e ottimista, il quale, sviluppando le teorie che hanno reso celebre Beard, è riuscito a replicare artificialmente la fotosintesi delle piante, attraverso pannelli fotovoltaici estremamente efficienti. Tale scoperta potrebbe essere la soluzione per salvare il pianeta.

Chi sono

27 anni, blogger, agente letteraria e mamma di Gemma. Credo fermamente nella bibliodiversità e nelle realtà editoriali indipendenti, le quali spesso nascondono perle di cui pochi sono a conoscenza.

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I romanzi possono essere terapie per stare bene?

Occorre dare una risposta a questa domanda: leggere fa bene? Al di là del diletto ineffabile che prova il lettore quando si tuffa, sguazza e poi nuota tra le pagine delle proprie letture. Vorremmo capire: esiste un concreto benessere fisico, o mentale, che la lettura è in grado di conferire all’organismo umano. E se esiste, in che termini si manifesta, e come si potrebbe misurare?

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