Breaking News:

Il Libro nella Rete

A cura di:

Categorie:

Cari lettori, condivido con voi un articolo di Silvia Trevisone per Cultora, uscito lo scorso anni in occasione di Book Pride, nel quale si parlò di editoria e web. Dato il lavoro che svolgo, quando si parla di comunicazione editoriale in rete, ho sempre le antenne alzate. Questo articolo è esaustivo e riporta opinioni di diversi scrittori, librai ed editori.

IL LIBRO NELLA RETE

È stato questo l’argomento trattato nell’incontro organizzato da Bookabook in occasione di Book Pride.

Prima di tutto, non riguarda solo gli e-book ma anche il classico libro cartaceo che deve essere promosso in un mondo dominato dai social media e dall’e-commerce. È come nel gioco degli scacchi; se si muove un pezzo, tutta la strategia successiva dovrà essere pensata tenendo conto di quella mossa.

Così avviene nell’editoria; se le scelte di pubblicazione e di acquisto avvengono attraverso strumenti diversi rispetto al passato, tutti gli attori del processo editoriale devono effettuare un cambio di gioco.

ALESSANDRO GAZOIA

Alessandro Gazoia, saggista, scrittore ed editor per Minimum Fax, sottolinea come il libro sia ancora un “oggetto sociale”. Cita Eco: «Il libro è come il cucchiaio, il martello, la ruota, le forbici: una volta che li avete inventati, non potete fare di meglio». Afferma così il concetto che se qualcosa funziona, continua a funzionare anche se s’inventa uno strumento che ha un utilizzo simile. Questo, però, non deve farci pensare che il libro non debba confrontarsi con i nuovi approcci alla lettura e all’acquisto.

VALERIA PALLOTTA

Valeria Pallotta, consulente marketing per Laterza, spiega come, oggi, per una casa editrice, sia fondamentale accompagnare a mezzi di promozione più tradizionali, nuove forme di comunicazione, come, ad esempio, quella dei social media. Inoltre, afferma che, molto spesso, la stessa scelta di cosa pubblicare non passi più attraverso i mezzi classici ma venga mutuato da altri canali come YouTube, Wattpad, ecc…

MAFE DE BAGGIS

Interviene Mafe de Baggis, consulente di comunicazione freelance, che riporta tutto ad una dimensione più “umana”. Riconosce l’importanza, per uno scrittore, di saper usare i social media ma non la distingue molto dalla capacità comunicativa di cui necessita lo stesso processo creativo. «Lo scrittore è già una persona che vede e crea un mondo che non c’è». Ora deve fare un passo in più ed entrare in un altro mondo non reale, quello virtuale, per raggiungere il potenziale lettore.

TOMASO GRECO

Conclude Tomaso Greco, co-fondatore della casa editrice Bookabook, che pone il lettore in mezzo e non più alla fine, come una volta, del processo editoriale, conferendogli la capacità di scegliere cosa sarà pubblicato o meno. Questo avviene tramite una campagna di crowdfunding iniziale, in cui il potenziale libro viene pre-ordinato; lo scrittore deve raggiungere un determinato numero di copie per essere pubblicato.

Greco, facendo riferimento alle statistiche, che riportano come un lettore su quattro scelga quali titoli acquistare sulla base del passaparola, sottolinea l’importanza di creare una comunità intorno al libro, che partecipi e si senta partecipe del “progetto editoriale”, tanto da consigliare il testo ad altre persone e così via. Si delinea, così un cerchio di lettori che si allarga progressivamente.

CONCLUSIONE

Queste considerazioni ci riportano al libro come “oggetto sociale”, da condividere, commentare e in cui riconoscersi.

Voi cosa ne pensate?

Chi sono

27 anni, blogger, agente letteraria e mamma di Gemma. Credo fermamente nella bibliodiversità e nelle realtà editoriali indipendenti, le quali spesso nascondono perle di cui pochi sono a conoscenza.

Sostieni Leggindipendente

Ogni sabato mattina, alle 9:00, invio il Settimanale Indipendente, un magazine digitale che racchiude tutte le recensioni della settimana, gli ultimi avvenimenti, le notizie più importanti e tutto quello che c'è da sapere sul mondo dell'editoria Indipendente.

I romanzi possono essere terapie per stare bene?

Occorre dare una risposta a questa domanda: leggere fa bene? Al di là del diletto ineffabile che prova il lettore quando si tuffa, sguazza e poi nuota tra le pagine delle proprie letture. Vorremmo capire: esiste un concreto benessere fisico, o mentale, che la lettura è in grado di conferire all’organismo umano. E se esiste, in che termini si manifesta, e come si potrebbe misurare?

Leggi di più
Loading

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *