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Le cose che ti vengono a cercare

Cari lettori, oggi la nostra Serena Pisaneschi ci parla del romanzo “Le cose che ti vengono a cercare” di Lauretta Chiarini. Buona lettura!


Qualche sera fa ho finito di leggere “Le cose che ti vengono a cercare”, scritto da Lauretta Chiarini ed edito da Graphofeel, casa editrice romana nata nel 2009 e rigorosamente NO EAP.

le cose che ti vengono a cercare

TRAMA

Cecilia è una libraia alla soglia dei cinquanta, soddisfatta della propria vita e appagata dal lavoro. Nella sua esistenza ci sono pochissimi punti saldi: la gatta Giunone, il barista Orazio, l’amica Elena e una ferrea indipendenza, della quale va molto fiera.

Un giorno entra nel suo negozio (e nella sua vita) un ragazzo magro e taciturno, un po’ spettrale e per niente incline alla socialità. Cecilia all’inizio non  lo vede di buon occhio, poi piano piano i due riescono a creare un legame che disorienta gli equilibri che Cecilia si era creata nel corso di lunghi anni di ricercata solitudine. La sparizione improvvisa della madre del ragazzo catapulterà tutti e due, insieme all’inseparabile Orazio, in un viaggio alla ricerca non solo della donna scomparsa, ma anche alla scoperta di nuovi e inaspettati sentimenti. 

PERSONAGGI

Sono ben resi, uomini e donne della porta accanto. È facile fraternizzare con Cecilia, un po’ indurita dal tempo ma anche cedevole al momento giusto, che rimane spiazzata quando la sua routine viene smossa da Leo, quindicenne timido e introverso. Poi c’è Orazio, un uomo buono e sempre disponibile per la “sua” Cecilia, incapace di tenerle il muso per tanto tempo.

CONCLUSIONE

Tutto sommato è una lettura scorrevole, ma devo dire che mi ha lasciata spesso interdetta, alcune volte anche infastidita. Si nota una certa mancanza di editing, il pov salta spesso da un personaggio all’altro e non ci sono stacchi dove invece ci dovrebbero essere. Il testo è anche buono, la storia originale, ma questa ‘leggerezza’ nella cura penalizza un po’ il romanzo in sé. E non è colpa dell’autrice, piuttosto la CE doveva attivarsi affidando il testo a un bravo editor e, se poi l’editing c’è stato, andava fatto con più cura.

Chi sono

27 anni, blogger, agente letteraria e mamma di Gemma. Credo fermamente nella bibliodiversità e nelle realtà editoriali indipendenti, le quali spesso nascondono perle di cui pochi sono a conoscenza.

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I romanzi possono essere terapie per stare bene?

Occorre dare una risposta a questa domanda: leggere fa bene? Al di là del diletto ineffabile che prova il lettore quando si tuffa, sguazza e poi nuota tra le pagine delle proprie letture. Vorremmo capire: esiste un concreto benessere fisico, o mentale, che la lettura è in grado di conferire all’organismo umano. E se esiste, in che termini si manifesta, e come si potrebbe misurare?

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1 commento

  1. Lauretta Chiarini

    La penso come te circa la cura della CE. Sono l’autrice. Grazie per la tua recensione.

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