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“Libreria delle Donne”: dopo la chiusura, una biblioteca femminista

ripartiamo dai libri

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La “Libreria delle Donne” di Firenze aveva iniziato la sua attività a marzo del 1980 grazie l’impegno e la passione di numerose giovani donne che, insieme, condividevano un grande sogno: creare uno spazio aperto che potesse essere punto di riferimento culturale e sociale per tutte le donne, non solo per quelle fiorentine.

La notizia di qualche settimana fa ha gettato un velo di tristezza su coloro che l’amavano; infatti la “Libreria delle Donne” è stata costretta alla liquidazione volontaria.

La Libreria delle Donne: motivi della chiusura

E’ inutile nasconderlo, per quanto un’iniziativa sia bella e utile, deve sempre e comunque fare i conti con un elemento purtroppo reale nel nostro paese: la crisi.

Ma, come spiega l’ex presidente della cooperativa che gestiva la libreria, Emilia Mazzei, la crisi è solo uno dei tanti motivi. Bisogna, infatti, mettere in conto anche che in Italia il numero dei lettori è diminuito e con questo, le persone disposte a spendere per acquistare un libro. Non dobbiamo dimenticare, poi, che l’aumento dei costi di gestione non consente – o disincentiva – le libreria a rimanere aperte, nonostante il grande sforzo dei librai, la passione e l’amore per i libri e le numerose iniziative culturali e sociale organizzate.

La particolarità della Libreria delle Donne

La caratteristica principale della “Libreria delle Donne”, e la sua anima fondante, era la presenza, sugli scaffali, di numerosi libri scritti da donne: dalle biografie ai romanzi e la poesia. Elemento di spicco della libreria era, sicuramente, l’archivio del femminismo, con le riviste sulle lotte e sulle battaglie per il riconoscimento dei diritti.

Una nota positiva

Dopo la notizia della chiusura della “Libreria delle Donne” c’è stato molto movimento e l’Associazione Fiesolana2b continuerà sulla scia ideologica della libreria proponendo tanti incontri sull’universo femminile: dalle presentazioni, agli incontri sulla genitorialità, al sostegno medico-informativo alle donne.

Ecco che nasce, quindi, la biblioteca femminista. L’idea di riempire gli spazi lasciati vuoti dai libri venduti con libri che andranno in prestito è, appunto, dell’Associazione Fiesolana2b, che da anni organizza incontri, iniziative e dibattiti all’interno dei locali che ospitavano la libreria.

L’Associazione ha deciso di lanciare un crowfunding  con l’hashtag #salviamoilibri per sostenere il progetto e acquistare una serie di volumi. Libri di donne e per le donne che permetteranno di mettere in piedi una vera e propria attività di scambio, per cui tutte le persone che si vorranno associare potranno consultare i volumi o ottenerli in prestito gartuitamente.

Le parole di una dipendente della “Libreria delle Donne”

Ora l’idea è di far partire la rinascita proprio dai libri. Per tutto il mese di marzo i volumi conservati in via Fiesolana sono stati venduti con uno sconto del 25%.

“Giorno dopo giorno abbiamo visto gli scaffali svuotarsi e se da una parte ci fa piacere la risposta calorosa della città, dall’altra dispiace vedere attorno a noi questo vuoto – racconta Agnese Fusco, che da 15 anni lavora nella libreria – la Cooperativa e la libreria non esisteranno più, tutte noi però abbiamo avuto la sensazione che questo spazio non fosse più lo stesso senza i suoi libri.

Per questo è nata l’idea di far nascere una biblioteca. Grazie al crowdfunding speriamo di riuscire ad acquistare nuovi libri o parte dei nostri libri che ancora abbiamo qui per ripartire da quella cultura femminista che tutte noi abbiamo a cuore”.

Chi sono

27 anni, blogger, agente letteraria e mamma di Gemma. Credo fermamente nella bibliodiversità e nelle realtà editoriali indipendenti, le quali spesso nascondono perle di cui pochi sono a conoscenza.

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