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datsuzoku

Datsuzoku

Autore: Valentina Avallone

Editore: ABEditore

N. pag:

Anno:

Valutazione: /5

A cura di:

Categorie: Libri | Lucrezia Medici

Cari lettori, oggi la nostra Lucrezia Medici ci parla di un libro meraviglioso grazie al quale il lettore può compiere un viaggio metafisico e soprannaturale ambientato in Giappone. La recensione di Lucrezia è incantevole! Il libro si intitola “Datsuzoku” ed è edito da ABEditore.

Questo è uno di quei libri di cui si sente l’esigenza di avere, per forza. Sia per il suo contenuto, sia per la bellezza della copertina e dell’accuratezza che si trova in ogni pagina. 

È un piccolo gioiello letterario che custodisco preziosamente in camera, per timore che sparisca all’improvviso. 

Anche se il termine “Datsuzoku” non ha una precisa traduzione, si può comunque affermare che letteralmente significa “fuga dalla propria routine quotidiana“. E solo grazie alle fiabe, ai miti e ai racconti si può fuggire dalla ormai rigida e programmata routine, per lasciarsi cullare dalla corrente delle parole di questo piccolo libro.

LE FIABE 

Le fiabe scelte e tradotte dalla bravissima Valentina Avallone, in realtà, fanno parte di un volume originale più vasto, denominato Green Willow and other Japanese Fay Tales dell’anno 1910, scritto da Grace James. Quest’ultimo volume, raccoglieva  tutto ciò che riguardava la mitologia giapponese, sia scritta che orale. Alcune fiabe, inoltre, erano andate in scena nei teatri giapponesi.

RIFLESSIONI

Grazie a questo scritto, ho viaggiato attraverso mondi e dimensioni fantasiose, tanto da farmi perdere la cognizione del tempo. Ero letteralmente immersa nell’atmosfera orientale, che amo particolarmente, da cui non mi sarei mai staccata. Questo libro è scritto con una poetica romantica, colma di descrizioni che fanno sognare il lettore, accompagnandolo nelle tradizioni, nella spiritualità, nelle credenze e nelle ritualità giapponesi che incantano e che fanno sorgere molti spunti di riflessioni riconducibili alla nostra realtà.


…ella divenne una fanciulla alta ed elegante, fresca e bella come il mattino,
splendente come il mezzogiorno, dolce e tranquilla come la sera e profonda come la notte.
Take Tori la chiamò la Ragazza Splendente, perché uscita dal gioiello luccicante.


Spesso si sottovalutano le fiabe, pensando che non vadano ad indagare l’animo in maniera profonda. Invece, proprio grazie ad esse, l’animo umano si perde e ci si riscopre con occhi nuovi.

Mi hanno molto colpita i primi tre racconti di questa raccolta: “La ragazza della luna“, “La lanterna di peonie” e “Yuki Onna. Ognuno di essi è legato a figure femminili e si narrano storie di tristezza, solitudine e amore. La caratteristica che più mi ha affascinata è che, in questi racconti, l’amore viene trattato anche dal punto di vista soprannaturale, come una forza indomabile e superiore che muove davvero tutto.

Venne la notte, con le nuvole nere come la pece e un vento sottile che soffiava attraverso le canne deboli e secche.
In quel momento arrivò a neve, i fiocchi cadevano nell’acqua scura del fiume.

ABEditore ci regala, al termine della lettura, bellissimi dipinti,  che rendono ancora più chiaro al lettore il viaggio che il suo cuore e la sua mente hanno intrapreso, attraverso colori e figure di una tale perfezione da farci essere lì, impressi in un dipinto. 

 

(RECENSIONE DI LUCREZIA MEDICI)

Chi sono

29 anni, blogger, agente letteraria e mamma di Gemma. Credo fermamente nella bibliodiversità e nelle realtà editoriali indipendenti, le quali spesso nascondono perle di cui pochi sono a conoscenza.

“Buio in sala” di Jung-myung Lee

Come per tutti i grandi romanzi (e questo di certo lo è!), molti sono i contenuti, ognuno con un suo peso, e già il titolo prelude ai temi dell’ambiguità, su cui si gioca l’intera trama: il buio in sala può essere quel momento magico che precede l’inizio dello spettacolo, ma può indicare anche la desolazione di una sala spenta e di un palcoscenico chiuso. Apertissimo è invece lo spazio lasciato alla profonda cultura personale dello scrittore, una cultura mai supponente, ben salda in una posizione solida di aiuto e sostegno nel vivere quotidiano, come si addice alla cultura vera. Libro bellissimo, questo, anche grazie alla perfetta traduzione di Benedetta Merlini.

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