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Vincoli

Autore: Kent Haruf

Categorie: Libri

Sono tornata a Holt, finalmente! Ed ora vi racconto cosa qui ho trovato.

Primavera del 1977 a Holt (Colorado). Edith Goodnough giace in un letto di ospedale in attesa di riprendersi per iniziare un lungo processo che vede coinvolto il fratello Lyman con il quale ha sempre abitato.

Il romanzo si apre con questa scena per spostarsi, poi, su Sanders Roscoe, vicino di casa di Edith e Lyman e narratore della storia.

La trama in breve

Sanders riceve la visita di un giornalista del Denver Post che, venuto proprio da Denver, è deciso a piazzare in prima pagina la storia di Edith Goodnough, Sanders irritato lo manda via! Ma quale storia vuole pubblicare il giornalista? Il vicino di casa dell’anziana non riferisce una sola parola all’uomo di Denver, ma decide di raccontare tutto, dalle origini fino al presente al lettore che affamato di curiosità non riesce a staccarsi da queste pagine e continua a chiedere al narratore di andare avanti nel racconto.

Per chi non conosce Holt e i suoi abitanti e importante, ai fini della storia, sapere che a Holt, nell’America rurale, vige un codice di comportamento indiscutibile, legato alla terra e alla famiglia e dove la felicità si sacrifica in nome del dovere e del rispetto.

Per raccontare la storia di Edith, Sanders parte dal lontano 1896, giorno in cui i genitori di Edith e Lyman arrivarono a Holt su un carro per costruire la loro casa e porre le radici della loro famiglia.

I genitori di Edith e Lyman sono Ada e Roy, due individui molto diversi tra loro che riuscirono a rimanere insieme solo grazie alle rassegnazioni della povera Ada, prima vera vittima del romanzo. Ad Ada il paesaggio di Holt non piace, le fa paura. Fosse per lei scapperebbe, ma Roy è determinato a restare.

Ada non riuscirà mai a sentire quel posto casa sua; spaventata dal marito e da un luogo a lei ostile si lascia morire quando Edith aveva diciassette anni.

Un’esistenza sofferta

Da quel momento la vita di Lyman, ma soprattutto quella di Edith cambiarono per sempre e in un modo che nessuno, nemmeno loro, poteva immaginarsi. Come ha fatto con la moglie Ada, Roy inizia ad esercitare una violenza inaudita sui due figli, violenza fisica, ma soprattutto psicologica, costringendoli ad una vita di privazioni e duro lavoro.

Edith in particolar modo viene obbligata a rinunciare all’amore della sua vita e questo rimarrà per sempre un grandissimo rimpianto per la povera donna.

La narrazione di Sanders

Non voglio svelare altro, dico solo che Sanders prosegue con la narrazione che usa come pretesto per giungere poi a spiegare al lettore cosa è veramente successo, cosa ha portato Edith in un letto d’ospedale in attesa di affrontare un processo.

Sanders, il narratore, ci svela tutto permettendoci di arrivare alla fine del libro con una nostra idea sull’accaduto.

Impressioni

Leggendo questo romanzo ho avuto la sensazione di essere un membro della giuria che, grazie al racconto di Sanders, ho potuto arrivare al termine del processo sapendo cosa deliberare in merito.

Quella di Edith è una storia di solitudine di rinuncia a qualsiasi cosa di positivo si possa aspirare: l’amore, una famiglia, la felicità, affetti, realizzazione personale. Non esce mai dai binari che il padre le ha creato e imposto, ma anche questo probabilmente rappresenta un atto di coraggio, non è per forza sintomo di arrendevolezza. È una donna dalla smisurata forza interiore, quella che decide di rinunciare a sé stessa per qualcuno che ogni giorno della sua vita la fa pentire di averlo fatto; eppure lei va avanti senza nemmeno sperare che questa tortura finisca il più presto possibile.

Conclusioni

Il titolo del romanzo, “Vincoli”, sta quindi proprio per quei legami familiari spesso malati e devastanti che distruggono la vita di chi ne è vittima. Kent Haruf ci spiega come questi vincoli causino sofferenza, dolore, rassegnazione e desiderio di farla finita.

In questo romanzo Haruf è incredibile nel raccontare quanto sua difficile spezzare un vincolo, quanto coraggio sia necessario per ottenere la tanto bramata libertà, ma anche quanto doloroso possa essere ottenerla dopo una vita di catene.

Chi sono

27 anni, blogger, agente letteraria e mamma di Gemma. Credo fermamente nella bibliodiversità e nelle realtà editoriali indipendenti, le quali spesso nascondono perle di cui pochi sono a conoscenza.

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